Fernando Mendoza è stato, a ragione, la prima scelta dell’ultimo Draft. Il quarterback ha un grande futuro davanti a sé, ma per ora il suo posto è in panchina. Un commento.
È quasi impossibile non provarne simpatia. Quando si guarda Fernando Mendoza, non si può fare a meno di trovarlo simpatico.
La sua storia come quarterback degli Indiana Hoosiers è tanto impressionante quanto affascinante: il ventiduenne è stato giustamente scelto dai Las Vegas Raiders come prima scelta nell’ultimo draft.
Dopo un buon debutto in preseason, la sua ultima prestazione contro i San Francisco 49ers è stata però un fiasco. Solo il 50% di precisione nei passaggi, nessun touchdown, un intercetto.
Ma anche se questa prestazione non ci fosse stata: i Raiders devono fare un favore a Mendoza e metterlo in panchina.
I Raiders non devono gettare Mendoza in pasto ai lupi
E questo non dipende affatto dal rookie stesso. Ci sarebbero sicuramente squadre in cui si potrebbe schierarlo titolare senza esitazioni. Tuttavia, i Raiders non ne fanno certo parte.
La linea d’attacco di Las Vegas, nella scorsa stagione, era un vero e proprio girello. Per fortuna, con Tyler Linderbaum hanno acquisito un elemento fondamentale e hanno iniziato a risolvere questo problema.
L’accento, però, è su «iniziato».
Già durante la preseason si è visto cosa succede quando il rookie è sottoposto a pressione costante. E il ritmo di gioco della preseason non è paragonabile a quello della stagione regolare che sta per iniziare. Si vuole davvero gettare Mendoza in pasto ai migliori pass rusher?
Nel 2020, le decisioni della sua franchigia sono state fatali per Joe Burrow. Dietro una linea d’attacco che non merita questo nome, Burrow si è gravemente infortunato e ha perso quasi metà della sua stagione da rookie. Questo non deve succedere a Mendoza!
Mahomes come modello? I Raiders hanno tutti i presupposti
Lo scenario da sogno di ogni general manager è quello in cui un tempo si è trovato Patrick Mahomes con i Kansas City Chiefs. Da diamante grezzo, è stato messo in panchina per un anno dietro ad Alex Smith; al secondo anno, Mahomes ha avuto la sua occasione e ha rivoluzionato il campionato. Se non fosse stato per nientemeno che Tom Brady, sarebbe già arrivato al Super Bowl.
Certo, i Raiders non hanno una rosa forte come quella dei Chiefs del 2017. Ma quello che hanno è Kirk Cousins: un quarterback esperto in grado di guidare le sorti della squadra per un anno in modo tale che non si verifichi un disastro totale e che Mendoza possa subentrare nel secondo anno.
Non solo il laureato dell’Indiana avrà allora alle spalle un anno di allenamenti e riunioni, ma i Raiders avrebbero a disposizione un altro draft e un altro periodo di free agency per costruire una squadra attorno al giovane.
I Raiders hanno lo straordinario lusso di poter contare su un quarterback affermato della NFL che può essere schierato senza esitazioni, senza dover mettere a rischio il proprio futuro – in questo caso Mendoza. Altre squadre come i Chicago Bears, i Jacksonville Jaguars o gli Arizona Cardinals non hanno avuto questa possibilità con i propri quarterback esordienti nel recente passato.
A infondere speranza è proprio Brady, che ha sperimentato sulla propria pelle quanto possa essere efficace un quarterback scelto al primo giro dopo un anno in panchina.
È quasi impossibile che, in qualità di azionista a Las Vegas, permetta che la più grande opportunità di successo a medio termine per i Raiders scenda in campo troppo presto.




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