Kyler Murray ha una nuova casa: il Minnesota. Per i Vikings rappresenta il piano di emergenza più conveniente, che potrebbe però mettere a repentaglio lo schema offensivo dell’head coach.
Il motivo era quasi sempre facile da individuare quando i Minnesota Vikings perdevano le partite nella passata stagione NFL: la prestazione insufficiente nel ruolo di quarterback.
Né J.J. McCarthy né i suoi sostituti sono riusciti a fornire prestazioni costantemente buone. Certo: McCarthy godeva ancora di un po’ di protezione da novellino, dato che si trattava praticamente della sua stagione da rookie.
Tuttavia: i Vikings hanno bisogno di un piano di riserva nel caso in cui McCarthy non dovesse soddisfare nuovamente le aspettative. Con Kyler Murray hanno fatto il colpo migliore possibile.
Poiché “K1” ha firmato un contratto eccessivamente oneroso con gli Arizona Cardinals, a Minneapolis gli basta il cosiddetto Veterans Minimum di poco più di un milione di dollari.
Ciò significa anche che i Vikings non hanno quasi alcun onere finanziario a causa del loro nuovo playmaker. Inoltre, ha già dimostrato di avere la qualità per prendere in mano una partita. Non in modo costante, né tantomeno spesso, ma l’ha dimostrato.
Almeno, però, può fare in modo che anche McCarthy migliori. Infatti, molti all’interno dell’organizzazione continuano a credere nel grande futuro della scelta al primo giro del 2024.
La concorrenza stimola il gioco – anche e soprattutto tra i quarterback. Che Max Brosmer non abbia messo sotto pressione McCarthy dovrebbe essere chiaro, soprattutto col senno di poi. Murray lo farà molto più facilmente.
Questo offre diverse possibilità all’head coach Kevin O’Connell. Non solo, logicamente, per quanto riguarda il personale, ma anche per lo stile di gioco.
McCarthy è poco mobile per essere un giovane quarterback, il che in realtà si adatta allo stile di gioco preferito da O’Connell: molti passaggi dalla tasca.
Murray rappresenta l’esatto opposto: è mobile, sa prolungare le azioni e schivare qualche sack. Dà all’attacco dei Vikings una nuova sfaccettatura.
È quasi certo che O’Connell non nominerà un nuovo titolare di settimana in settimana. Ma cosa succederebbe se durante la preparazione precampionato dovesse emergere che lo stile di gioco di Murray si adatta (meglio) a uno o più compagni di squadra?
Alla fine, l’head coach non decide in base alla simpatia, ma in base a chi gli offre le migliori prospettive di vittoria.
Non è da escludere che alla fine quel giocatore sarà Kyler Murray.




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