Nella NFL, le valutazioni delle squadre, in cui le 32 squadre vengono valutate in base a diversi criteri, non saranno più pubblicate in futuro. Non sorprende che Woody Johnson sia stato uno dei promotori di questo cambiamento. Un commento.
Per molte persone il 2000 è stato un anno bello, qualcosa che ricordano con piacere. Che si tratti solo del millennio in sé o di esperienze personali speciali.
E poi ci sono i tifosi dei New York Jets, che associano a quell’anno soprattutto una cosa. Allora Woody Johnson acquistò la franchigia per 635 milioni di dollari. Il suo bilancio da allora? Disastroso.
Nella NFL vige il principio secondo cui le franchigie mediocri rimangono per lo più senza successo perché i loro proprietari, nonostante la mancanza di competenza, continuano a interferire nelle attività quotidiane.
In un impeto di presunta saggezza, vengono prese decisioni che difficilmente possono essere spiegate razionalmente.
I Cleveland Browns funzionano in modo molto simile, dove Jimmy Haslam fa il suo lavoro.
Ma torniamo ai Jets. La franchigia non è mai stata sinonimo di successo, ma 15 anni senza partecipare ai playoff? È un peso, ma non positivo. Woody Johnson ha la sua parte di responsabilità in questo periodo di magra.
NFL: i voti non vengono più pubblicati
Non pochi tifosi considerano il 78enne il peggior proprietario della NFL. Naturalmente, i miliardari con una leggera tendenza al narcisismo non vogliono sentire una cosa del genere. Non è necessario avere troppo contatto con la realtà.
In questo senso, per Johnson e gli altri proprietari della NFL, le pagelle annuali dei giocatori della NFL sono sempre state una cosa interessante. Infatti, non poteva esserci un giudizio più onesto sullo stato di una franchigia.
Da diversi anni il sindacato dei giocatori NFLPA conduce un sondaggio tra i suoi membri, in cui i professionisti devono valutare la loro franchigia in base a diverse categorie.
Ora, però, su pressione della NFL, ovvero dei proprietari, la pubblicazione di questi dati è stata interrotta. Il sondaggio continuerà ad esistere, ma il pubblico non ne verrà più a conoscenza.
La NFL ha sostenuto che le valutazioni delle squadre violano lo statuto e il regolamento interno della lega, che vietano ai giocatori di “criticare pubblicamente una squadra membro o il suo management, il suo personale, i suoi dipendenti o i suoi allenatori”.
I tifosi dei Jets, dei Browns e compagnia meritano compassione
Uno dei promotori della denuncia sarebbe stato, come si può immaginare, Woody Johnson. Il che calza a pennello. Perché una persona come Johnson non vuole certo confrontarsi con i propri fallimenti.
All’imbarazzo che la sua squadra sta dando in campo da anni si aggiunge ora anche l’imbarazzo fuori dal campo. Johnson si mostra come una diva offesa, incapace di assumersi le proprie responsabilità.
Questo è ciò che distingue i proprietari buoni da quelli cattivi. I primi prendono atto dei risultati del sondaggio e riflettono su come migliorare la loro squadra. I secondi pensano solo a se stessi e al proprio ego.
E così vengono gestite anche le relative franchigie.
Gli uni vogliono il successo e fanno di tutto per creare le condizioni necessarie. Gli altri pensano solo alla propria reputazione, quindi interferiscono continuamente e non si rendono conto che così facendo ottengono solo il massimo insuccesso. I tifosi dei Jets, dei Browns e di altre squadre cronicamente perdenti meritano la massima compassione, dato che al vertice delle loro squadre ci sono persone del genere.




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